A vele spiegate: alla volta del racconto inedito di te stesso

Ho sempre creduto nel potere dell’immaginazione. È anche per questo che ho scelto un naming evocativo per MAREIOS. Non poteva essere diversamente, perché il copywriting mi ha insegnato a fare tesoro della creatività e della parola immaginata. Le parole non hanno solo lo scopo di dire e di informare, in comunicazione e nel marketing sono come i barlumi di un faro che custodisce e mette in luce la parte più autentica dell’identità di un brand.

Con le parole crei la cornice narrativa adatta a te. E non è mica poco!

Nelle tue scelte lessicali c’è l’essenza del tuo carattere, unico e inconfondibile, c’è una Storia, la tua, che contiene risvolti interessanti e inediti che vale la pena di raccontare.

Come sei caratterialmente? Sei più diretto o ti perdi nei giri di parole? Le domande contano tanto quanto le risposte

Sei espansivo o introverso? Preciso o disordinato? Deciso o insicuro? Il tuo sogno è realizzabile o irraggiungibile? Dove lo ambienteresti? Qual è il tuo elemento preferito: aria, acqua, terra o fuoco? Le domande mirate ti aiutano a scavare e a calibrare il tuo modo di comunicare. Con le parole costruisci relazioni, situazioni e stile. Durante la fase esplorativa i punti interrogativi non sono limiti ma potenzialità. Ti servono a scartare concetti e termini che non ti appartengono e nello stesso tempo diventano risposte che delineano il quadro preciso della cornice narrativa più adatta a te. È importante che tu ti chieda in quale contesto intendi muoverti, perché ti semplifica parecchio la vita nella creazione di contenuti coerenti, ti evita di brancolare nel buio e di sentirti a disagio. Il lettore si accorge in mezzo minuto che non c’è coerenza tra ciò che scrivi e ciò che sei.

Ho dovuto lavorare duramente per arrivare a ottenere uno stile riconoscibile. Devi fare lo stesso se vuoi uscire dagli schemi

Non amo gli schemi, piuttosto, mi piace romperli quando lavoro con i miei clienti, perché negli schemi ci sono regole troppo ferree che impediscono il movimento alle idee.

Amo sognare e in grande. Se hai letto gli altri episodi delle mie rivelazioni sai che salire su una barca e prendere il mare a vele spiegate è qualcosa di più di un desiderio che coltivo (ormai) non più segretamente. Lavorare duramente sulle parole per arrivare a ottenere uno stile riconoscibile un po’ racconta l’impresa di un intrepido marinaio che naviga a vista e che approda dopo mille traversie nella sua amata Isola.

Sogni marinareschi a parte, mettere nero su bianco le sensazioni è stato il segreto per immedesimarmi nella prospettiva del lettore e andare avanti per la mia strada senza voltarmi. Continuerò a farlo, a non voltarmi e a scrivere, nonostante il mondo sia diventato uno spettro dal quale fuggire ogni giorno. Sfidare il vento del cambiamento, raccontando il lato inedito di te stesso, ti allontana dallo scenario apocalittico che stiamo vivendo e che fa di tutto per tarpare le ali all’immaginazione. Ma non bisogna arrendersi, anche quando le cose non vanno come vorremmo. Mi piace pensare che un giorno la situazione migliorerà e che le piccole realtà come la mia e la tua possano contribuire a raccontare storie di successo ottenuto con merito, fatica e coraggio.

Da spettatore ad attore. Scopriti e immaginati protagonista del tuo racconto

Cambiando sguardo e prospettiva tutto può diventare più realizzabile e più profondo, soprattutto quando ciò che scrivi riflette sinceramente ciò che senti. Potrà sembrarti assurdo, ma esistono parole calde e fredde, parole sempreverdi e acerbe, temperate, morbide, secche, costruttive e inutili. Tutte le parole hanno un’anima che conquista. Sta a te scegliere come vuoi essere percepito dalle persone. Il linguaggio ti permette di diventare protagonista del tuo racconto insieme all’immaginazione.

A vele spiegate

Scrivere pagine di pensieri nuovi non è semplice, anche quando è il tuo mestiere. Per esempio, quando mi mancano le idee mi affido a una buona lettura e come per incanto si accende la lampadina dell’ispirazione. A volte bastano poche parole per attirare l’attenzione del lettore. A proposito, me ne vengono in mente alcune del mio primo editore. Mi diceva di non farmi illusioni, che con i miei romanzi non avevo scoperto l’Uovo di Colombo, che era già stato scritto tutto… me le sono appuntate le parole esatte, perché sapevo che un giorno mi sarebbero servite. E infatti…

“L’unica strada possibile è scrivere qualcosa di tuo, che esce dalla tua penna. È l’autore che vende… la storia è il tuo bagaglio con dentro i tuoi sogni e quelli del lettore.”

Furono queste la frasi che pronunciò quando mi incoraggiò a scrivere ancora. Volevo smettere, ma qualcosa me lo impedì, perché vi fu un seguito…

“Datti una seconda possibilità, quella che non ti sei mai concessa perché ti sei sempre sentita in debito con il mondo intero.

Le seconde possibilità però, te le devi creare! Devi andare a prendertele. Non vengono a bussarti alla portadevi trovare un punto d’incontro tra te e loro.”

Con il mio ultimo libro è andata più o meno così. Blu Aragosta (Ed. Rossini) è stato il preludio di questa benedetta possibilità, perché Pino Marino, il protagonista, fa esattamente quello che avrei voluto fare io dalla notte dei tempi: prendere il mare a vele spiegate per raggiungere un nuovo porto.

Ricominciare da capo è l’aspirazione più grande che puoi avere. Lasciare che il tempo scorra è un errore, perché non esistono le congiunzioni astrali giuste nella vita. Anzi, proprio quando sembra che le condizioni siano sfavorevoli, affiorano i presupposti per la direzione giusta da prendere.

Immaginare, come non avevo mai fatto, di darmi la Seconda Possibilità, mi ha dato la spinta per semplificare un periodo complicato.

 

La scrittura è davvero magica. Una volta che ci nuoti dentro diventa il tuo habitat, come per un pesce che trova fissa dimora in uno di quei relitti sepolti in fondo al mare. Ci vivi dentro e non te ne vai più. Entri ed esci dai capitoli della tua storia, perché sei il primo ad appassionarti ai tuoi meravigliosi abissi. Le parole sono le occasioni perse, le ancore della vita, il viaggio sul treno che passa una volta sola nella vita. Finisce che quello che non riesci a dire a voce lo scrivi con tutta l’anima che hai, come se stessi remando sulla tua barca senza le zavorre della perfezione e del pregiudizio.

Sei importante. Con le parole giuste crei l’ambiente favorevole per farti leggere

“Se potessi ambientare la storia della mia vita in un ambiente particolare, sceglierei… il mare”; Se dovessi scegliere un nascondiglio in cui custodire tutti i miei segreti, sceglierei… un faro.”

Le risposte non arrivano in modo così immediato, sono frutto di una ricerca esplorativa accurata e approfondita, in cui i tuoi valori incontrano i tuoi desideri in un punto imprecisato del mappamondo. Una piccola isola, una città carica di storia, un bosco incantato in cui le ombre dei tuoi passi ti scortano fino a scoprire una collina rigogliosa da cui goderti il panorama di un lago in cui puoi specchiarti.

Ho immaginato e scritto così tanto da considerarmi fortunata per essere arrivata attraverso il linguaggio e le parole dove tante persone non arriveranno forse mai, perché ci vuole coraggio a scrivere, ma a farsi leggere dentro, molto di più. Le storie e le parole sono il riparo dalle mareggiate della vita e tu sei la sentinella delle emozioni che vuoi esprimere con tutto te stesso.

Non so perché, o meglio, credo di saperlo, ma nelle situazioni più complicate tiro fuori il carattere e riesco a cavarmela. Ho sempre subito il fascino dell’idea di mettermi alla prova con qualcosa di più forte di me e di difenderlo. Magari è anche per questo Motivo che aiutare i professionisti più restii ad aprirsi mi coinvolge in modo totalizzante. Leggere attraverso le parole degli altri è stimolante, mi restituisce energia. Mi porta a scoprire mondi narrativi sommersi che chiedono a gran voce di emergere per quello che sono: fotografie di viaggi magici e indimenticabili.

A proposito di magia, se potessi sfregare la Lampada di Aladino sicuramente chiederei al Genio di vivere un’avventura in solitaria in mare aperto, magari tipo quella del film Vita di Pi, tratto dal romanzo di Yann Martel. A tu per tu con una tigre affamata, su una barca, in mare aperto. Sarebbe una “bella” prova… sarebbe, appunto.

Ripensandoci, preferirei essere una tartaruga e godermi l’alba dalla cabina…

Tigre o tartaruga? Una bella lotta, anche se saprei scegliere senza esitazione. Ti lascio indovinare.

Le tue gigantesche ombre, comunque, fanno parte del sogno che stai inseguendo da tempo. Senza misurarti con i chiari di luna, accompagnati da inevitabili momenti di fragilità ti perderesti qualcosa di unico da rivelare. Questa è la pura verità, non un’altra che mi piacerebbe raccontarti (non sai quanto!). Sarei bugiarda se ti dicessi che con il coraggio si supera tutto. Sono sincera, invece, quando ti dico che quel punto imprecisato del mappamondo, il tuo agognato “Posto nel mondo”, in cui cogliere al volo la tua seconda possibilità, esiste.

“Le seconde possibilità però, te le devi creare! Devi andare a prenderle. Non vengono a bussarti alla porta…”

Avrei potuto prenderlo quel benedetto mare per andare chissà dove, ma qualcosa me l’ha impedito. Mi sembra di sentirtelo dire…

Se qualcosa nel frattempo è andato storto, se hai dovuto lottare con la corrente e le luci spente all’improvviso, sei solo all’inizio del tuo fantomatico viaggio. Tutti, prima o poi, ci troviamo a fare i conti con le nostre paure. C’è sempre un mare aperto che ci aspetta per metterci a dura prova. Una prova a tempo in cui chi non molla torna cambiato e mai vincitore. A volte qualcuno ci impedisce di inseguire il nostro sogno. Qualcuno, convinto più di noi, che quel sogno si perda tra una nuvola e l’altra durante l’attraversata. Non a caso i sogni, spesso, rimangono chiusi nel cassetto. Lasciarli lì a prendere polvere, perché pensiamo siano più grandi di noi è un vero peccato.

Fare emergere la tua storia insieme al tuo personale modo di raccontarla è un’impresa per pochi timonieri intrepidi, curiosi di vedere che cosa c’è dietro i chiari di luna che riempiono i nostri sguardi altrove, carichi di aspettative. Altrove può trasformarsi in oltre. L’oltre è il motivo che ti dà la possibilità di prendere il largo e di lasciarti alle spalle i tentativi affinché non diventino occasioni sprecate. È in quei blocchi che si nasconde il tuo perché, il barlume che ti guida come un faro-sentinella nella tempesta, verso la realizzazione del tuo sogno.

Ciao, grazie per aver letto questo post.

Sono Marina, curo l’identità verbale dei liberi professionisti e scrivo testi per siti web.

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