Siamo noi a scegliere come dare forza, come rendere preziosi i nostri testi.
Farsi leggere è difficile. Scrivere, possiamo farlo tutti, bene o male, ma sarebbe conveniente farlo con coerenza.
Il linguaggio traccia un itinerario comunicativo
Prima di tutto, esiste una condizione necessaria di reciprocità, tra il linguaggio che scegliamo di usare e la direzione comunicativa che ne deriva. Intendiamoci, non esiste un metodo perfetto che ci premette di arrivare dritto al cuore delle persone. Non esiste nemmeno pensare di farlo senza impegno e determinazione. Esistono, piuttosto, la cura che riponiamo in quello che pubblichiamo, la concretezza e l’oggettività delle cose fatte con la logica e con il (buon) senso. Per questo, stile e contenuto, in comunicazione, devono camminare di pari passo.

Visibilità e modo
Dietro la questione “visibilità” c’è un mondo di parole da esplorare, affatto casuale, in cui è inclusa la progettazione dell’identità verbale all’interno di un habitat narrativo ideale.
Ma c’è soprattutto il modo, il nostro modo, di riempire uno spazio e sentirci a fuoco, non solo stilisticamente.
A volte ci perdiamo nel cercare di stupire, senza dare il giusto peso alle emozioni che sono custodite nelle nostre vere percezioni.
Il punto di partenza coincide nell’essere onesti con noi stessi, con il nostro modo agire e di vedere ciò che ci circonda. Che cosa ci appartiene davvero e che cosa ci spinge, invece, a prendere le distanze da ciò che, a lungo andare, stonerebbe con la nostra personalità? Che ci piaccia o no, prima di entrare nell’ottica di creare un habitat narrativo che funzioni, dobbiamo fare i conti con una lunga serie di domande e immergerci nei nostri desiderata e non desiderata.
A proposito di personalità
Tutti ne abbiamo una che va al di là dell’ordinario. Bisogna solo impegnarsi e farla affiorare nel migliore dei modi, attraverso un linguaggio coerente, che rispecchia il nostro “dire”, con i nostri “colorare” e “sentire” nella quotidianità.
Anche quando il disordine ci porta fuori rotta, la cura del linguaggio diventa il faro che ci aiuta a mettere in luce parole vive, identitarie, senza temere di non essere abbastanza coinvolgenti. Spesso temiamo di ripeterci, di sembrare “troppo” o “poco” social, più che sociali e umani. Vorremmo dimostrare quanto siamo bravi a sfoggiare significati di nicchia.
Ma, la verità espressiva cela un altro aspetto determinante, l’umanità. che restituisce profondità e valore alla nostra storia, generando reciprocità.
A proposito di reciprocità…
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