È questione di scelte ~ Rivelazioni

È questione di scelte

Episodio III

 

 

È questione di scelte: o vai o resti. Devi decidere!

È QUESTIONEHo riscritto la mia storia lavorativa partendo dalla fine del Capitolo Just Do It. Ero avvantaggiata, perché sapevo che mi sarei portata dietro un bagaglio di esperienza importante, che mi sarebbe servita a raggiungere il sogno di lavorare su un progetto tutto mio. Ho fatto tanti passi grazie allo swoosh (il baffo della Nike) e grazie alle Air Max 90 della foto.

Nessuna scelta nella vita è banale, nemmeno scegliere un paio di scarpe è una banalità. Non lo è affatto, se quella scelta parla di te e ti fa sentire protetta. Lo dico sempre anche ai miei clienti: raccontare chi sei e come ci sei arrivato è un mezzo atto di coraggio. È un po’ come buttare il cuore oltre l’ostacolo. Anzi, è un’impresa, una gigantesca impresa, soprattutto quando sei tu il protagonista. È come se si spegnessero le luci sul resto del mondo e si accendessero i riflettori sulle sensazioni che hai provato. Scrivere il tuo viaggio verso il cambiamento è un’occasione d’oro, ma non è una passeggiata di salute. Perché è sicuro che sei inciampato da qualche parte nel frattempo e che ti sei fatto male.

Le parole, nel bene e nel male, sono state il mio anestetico. Hanno fatto in modo che emergesse il lato umano di me e le mie fragilità. Senza la loro magia, la loro delicatezza nell’uscire da me e posarsi sul foglio, non so se ce l’avrei fatta a togliermi dall’imbarazzo del bianco e del nero.

Cercando la virtù, che dicono stia nel giusto mezzo, attingiamo tutti dalla ruota dei colori nei momenti significativi della nostra vita, professionale e non. In quel non ci ho visto il blu. C’è sempre un perché e ci sono i dettagli che lo mettono in luce. Il mio perché è blu oltremare. La mia auto è blu. La montatura degli occhiali è blu. Il mare, la mia fonte di ispirazione, è blu. Ho scelto il blu anche per le mie rivelazioni. Non è un caso. 

Me lo ricordo come se fosse ieri il giorno della foto. Mi sono rifugiata nella natura. Lo faccio ancora oggi e lo farò anche domani. In lei ho sempre trovato la leggerezza di cui avvertivo la mancanza. Stavo riflettendo sul da farsi. Non potevo ignorare quei segnali. Le sensazioni erano così forti da impormi uno stop.

I fiori, le foglie e il vento: ho sempre pensato che avessero un occhio di riguardo nei miei confronti. Forse sapevano quanto fosse complicato per me aprirmi senza un libro a farmi da paravento. Sul piatto della bilancia pesavano distacchi sofferti che mi avevano dato il tormento per non so quante notti da bambina. Poi sono diventata grande abbastanza in fretta e (forse) in tempo per capire che il treno passa una sola volta. Le dimissioni dal lavoro da dipendente erano una delle stazioni, una delle condizioni necessarie per prenderlo in corsa.

È questione di scelte e di parentesi.

Sali e aspetti il rumore delle porte che si chiudono e il fischio della partenza. Chilometro dopo chilometro ti allontani dall’indecisione e ti avvicini alla convinzione.

In quel periodo ce ne sono state altre di scelte non meno importanti, e persino un po’ folli per chi non è abituato a spostare nemmeno una virgola, a muovere nemmeno un pedone sulla scacchiera della vita. Ebbene: ho stravolto le leggi della punteggiatura, ma non quelle degli scacchi. Me lo sono sentita dire un milione di volte che ero stata una matta a lasciare il posto fisso in Nike, ma io sono andata lo stesso controcorrente.

Se non metti un gigantesco punto sul passato, o ti areni o perdi la bussola. Non capisci più dove stai andando e quali passi stai facendo. Sui libri non avrei mai potuto farlo. Nella realtà sì. Era una sensazione nuova. Stavo toccando con mano la mia nuova vita con la libera professione. Con il tempo ho capito che con i passi non raggiungi soltanto luoghi. Compi missioni impossibili, prendi al volo le occasioni che ti aiutano a cambiare la visione del mondo. Se ai passi ci aggiungi l’impegno, i valori e l’ambizione che vuoi trasmettere, ecco, allora tutto questo diventa la vera rotta su cui concentrare tutte le energie per i tuoi progetti futuri.

Quando arriva la tempesta, ti travolge. Devi tenerti pronto. Le domande battono a mani basse le risposte. Ti manca la terra da sotto i piedi e senti il bisogno di pianificare ogni singolo step per imparare a costruire le basi su cui appoggiarti.

Per questo mi sono innamorata della parola progetto, perché mette ordine alla confusione che hai in testa. L’ho capito un bel po’ di tempo dopo, quando è nato Mareios, che su questa panchina avrei iniziato a scrivere i miei appunti di viaggio e a progettare il mio futuro. Senza scavare nei momenti chiave del mio cambiamento, probabilmente, non mi sarei mai messa alla prova. Non sarei mai riuscita a trovare le parole giuste per esprimermi con spontaneità. Non avrei esplorato la mia missione e non vi avrei fatto conoscere la parte più autentica di me. Avrei sprecato l’ennesima possibilità nascondendo la mia svolta professionale tra le pagine di una bozza qualunque. Il cambiamento può partire da una pagina nuova che è lì per darti ciò che desideri: la libertà di diventare quello che hai sempre sognato di essere.

Aprirti è un atto di generosità che compi prima di tutto nei confronti di te stesso. Solo così potrai rivelare anche tu chi sei veramente e dove vuoi arrivare.

Fine Episodio III

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Sono Marina, curo l’identità verbale dei liberi professionisti e scrivo testi per siti web.

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