10 cose che nessuno conosce di me ~ Rivelazioni

10 cose che nessuno conosce di me non sono tante, ma sono già qualcosa. Qualcosa di importante che voglio dirvi per rompere il ghiaccio e accorciare le distanze.

Da quando è nato Mareios alcuni amici mi hanno scritto per chiedermi come facessi a conciliare scrittura ed editoria con la nuova professione di Diglital Verbal Identity. Vorrei approfittare per rispondere ad alcune domande che mi sono state poste e nel frattempo rivelarvi qualche piccola curiosità.

Ho pensato di dividere l’intervista in due parti, la prima sarà un po’ più discorsiva, mentre la seconda (parte), meno, perché conterrà qualche piccola indiscrezione.

Bene, è arrivato il momento di scoprire 10 cose che nessuno conosce di me.

3,2,1… Go!

10 COSE CHE NESSUNO CONOSCE

PARTE I

  • Come farò, adesso, senza il mio editor di fiducia?

ATTENZIONE! Il mio non è un addio al mondo dei libri. Potrai sempre contattarmi per gli altri servizi.

  • Non scriverai più?! Non ci credo neanche se lo vedo!

Accipicchiolina! Partiamo col botto. C’è un legame forte tra me e i libri che ho scritto, perciò faccio ancora fatica a incidere sulla pietra la parola fine, ma ci sto lavorando. Comunque, non penso che scriverò più romanzi. L’ultimo (per ora) è davvero l’ultimo. Parola di (non più tanto) Giovane Marmotta.

  • Posso sapere il perché di questa scelta?

Off course! Cambiare aria fa un gran bene, soprattutto quando ti accorgi di aver dato tutto quello che c’era da dare. A un certo punto bisogna avere il coraggio di tirare la linea ed essere onesti con se stessi. I tempi erano maturi per raccogliere la sfida e seguire un’altra direzione. Tra me e la scrittura c’è sempre stato un rapporto conflittuale. Adoro le storie dei miei personaggi, le riscriverei domani, ma hai presente l’Odio et amo di Catullo? Gaio Valerio a un certo punto è diventato il mio faro. Intendiamoci: i miei libri li ho più amati che odiati. Piuttosto, ho detestato il lavoro interminabile che c’era dietro, questo sì. Scrivere un libro richiede un sacrificio enorme. È un po’ come scalare una montagna con tanto di pericolo slavina. Troppe vertigini…! È un attimo che caschi e ti fai male. Con la scrittura non si scherza. Voglio evitare come la peste la trappola del pubblicare tanto per fare.

  • Hai fatto un bel cambiamento, ma non ci ho capito molto. Cosa fai di preciso?!

Grazie per l’assist. In sintesi, la mia professione continuerà a essere collegata al mondo delle parole e del linguaggio scritto, ma in un’altra veste rispetto al mio passato (non troppo remoto) trascorso in mezzo ai romanzi, la poesia e l’editoria. Continuerò a progettare, costruire, realizzare, non più con e per gli autori, ma con e per piccole realtà professionali che inseguono il sogno di diventare Brand.

  • Costruirai, progetterai, Brand? Aiuto!

Calma e gesso! Ti spiego. Quando lavoravo a un testo che poi diventava libro mi sentivo un po’ architetto, e anche un po’ ingegnere per la verità (anche se a fare i conti sono una schiappa!). Ho sempre pensato di avere qualcosa in comune con gli ing e con gli arch, ecco perché ho usato queste parole. Senza l’ingegno, la naturale propensione all’ascolto, la ricerca di una soluzione ad hoc e il senso estetico sarebbe stato impossibile realizzare il progetto di Mareios. Ispirarmi a questo metodo lavorativo è stato illuminante. Dietro un piccolo Brand c’è un lavoro di programmazione e organizzazione immenso, una logica di pensiero curata nei minimi dettagli.

  • L’Odio et amo ritorna: architetti e ingegneri sono categorie professionali storicamente “rivali”. Un po’ come i Capuleti e i Montecchi della progettazione

Mi auguro di poter lavorare alla comunicazione anche di queste categorie professionali. Tornando alla questione spinosa della rivalità. Ingegneri e architetti collaborano e convivono professionalmente senza diffidenza. Si compensano e si confrontano reciprocamente andando dritti all’obiettivo: la riuscita di un progetto a cui lavorano pazientemente, ciascuno con le proprie, naturalmente, diverse competenze.

PARTE II

  • Strofina La Lampada di Aladino ed esprimi 2 desideri

Primo: vorrei una barca. Secondo: chiederei al genio di teletrasportarmi in una fattoria con le galline, i pulcini, i cavalli, un orto pieno zeppo di fragole e zero calabroni.

  • Il tuo incubo peggiore

Perdere un oggetto a cui tengo.

  • Cane o gatto?

Gatto. Nero con le macchie bianche. Miao!

  • Il tuo piatto preferito?

Melanzane alla Parmigiana, tutta la vita!

10 cose che nessuno conosce di me

Ciao, grazie per aver letto questo post.

Sono Marina, curo l’identità verbale dei liberi professionisti e scrivo testi per siti web.

Insieme tracciamo la vera rotta della tua strategia di comunicazione, per imparare a riconoscere la tua verità espressiva e a raccontarti con successo nell’oceano digitale.

 

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